Credo che sia ora.
Credo che i tempi siano maturi.
Credo che sia arrivato il momento di cambiare e di rompere con la cultura e l’ideologia che hanno dominato l’Italia l’Europa d l’intero occidente in questi decenni.
Una ideologia che sta scadendo sempre più verso l’intolleranza, mascherata da buonismo, verso chi non è inclusivo, comprensivo come si deve essere, secondo i loro canoni, i canoni del pensiero unico.
Credo che i tempi stiano cambiando e che potremmo finalmente raccogliere i voti di chi non votava perché disgustato dalla politica, dei giovani sempre più distaccati dalla politica.
Credo sia arrivato il momento di motivare questa gente, il popolo riportandolo ai nostri valori, ad amare la nostra nazione a contribuire tutti ad uscire dal declino a
cui sembriamo destinati.
Io per primo non ho votato e pur interessandomi di politica, in particolare di geopolitica che è la mia passione, ero distante. Finché non ho conosciuto il Generale in cui riconosco tutti i miei valori.
Da quel momento ho convertito i miei canali social, sui quali dispongo di oltre 150mila follower e totalizzato centinaia di milioni di visualizzazioni grazie alla mia attività trascorsa di video-maker e attore, in canali di propaganda politica attraverso il quale ho sponsorizzo il partito e ho totalizzato oltre 100 tesseramenti. Ma questo è solo il principio! La mia attività di divulgazione e proselitismo è solo agli inizi e in crescita esponenziale!
Credo sia importante dotarci di una strategia e una visione chiara, di un programma a lungo termine, cosa che non esiste più perché si seguono i sondaggi e si sta dietro alla gente. Io invece penso che la politica debba guidare la gente e non viceversa.
L’Italia deve tornare a crescere. Non soltanto nei numeri dell’economia, ma nella fiducia, nel coraggio, nella capacità di immaginare il futuro. Perché senza entusiasmo, senza motivazione non si va avanti.
Per troppi anni abbiamo detto ai giovani di accontentarsi, di cercare sicurezza altrove, di rinunciare ai propri sogni davanti a un sistema che spesso favorisce solo
i grandi gruppi e le multinazionali.
Noi vogliamo un’Italia diversa: una Nazione in cui un ragazzo con un’idea possa aprire un’impresa senza essere schiacciato dalla burocrazia, dal peso fiscale o da
una concorrenza impossibile da sostenere. Un’Italia che torni a difendere il lavoro, il talento, l’artigianato, la creatività e l’innovazione.
Siamo stati una nazione capace di eccellere nel manifatturiero, nel design, nella moda, nella tecnologia, nella ricerca, nell’agroalimentare. E quelle energie esistono
ancora. Non sono scomparse: aspettano solo di essere rimesse al centro.
Crescere significa dare ai giovani la possibilità di costruire qui il proprio futuro, senza dover partire per forza. Significa tornare a credere in un’Italia che produce,
che crea, che compete nel mondo non grazie ai giganti finanziari, ma grazie all’intelligenza, alla qualità e alla forza delle sue persone, grazie alla forza degli Italiani