Cari amici, care amiche.
Cari camerati, sì, cari camerati.
Ho provato a cercare le parole per descrivere quanto stessi vivendo, quanto sto vivendo. RIVIVENDO! Non le ho trovate. È tutto così bello che non le ho trovate. Anche se una parola continua ripetutamente a presentarsi: GRAZIE GENERALE! GRAZIE ROBERTO per questa straordinaria quanto inimmaginabile ESPERIENZA, GRAZIE PER ESSERE STATO OCCASIONE, per L’INCONTRO CON VECCHI CAMERATI, vecchie storie che oggi diventano una nuova storia. Grazie!
Conoscete tutti la mia, di storia. Una storia lunga 50 anni. Io, uno dei tanti figli di un dio minore, emarginato se non reietto, in un passato non così lontano. Perennemente chiamato a “superare esami” per una agibilità politica che avevamo guadagnato sul campo ma che spesso, troppo spesso non ci veniva riconosciuta. In passato, emarginazione se non, a volte, vere e proprie aggressioni hanno scandito la mia vita, come quella di molti qui presenti. Malgrado ciò, nonostante tutto, uno dei fortunati. I meno fortunati NON sono qui oggi, ma a loro va il nostro ricordo.
Un lungo periodo amministrativo – 31 anni ininterrotti in Consiglio comunale, 9 anni in Provincia – eletto – di cui 4 come assessore al sociale – ricco di soddisfazioni personali ma in assoluta, o quasi solitudine. Le battaglie nel periodo del Covid, quando chi ha sollevato dubbi o ha scelto di non allinearsi alle narrazioni ufficiali ha spesso vissuto un doloroso isolamento, venendo marginalizzato nel dibattito pubblico. Più che una semplice contrapposizione ideologica, quella scelta ha rappresentato per molti un tentativo di difendere il pensiero critico e la propria integrità valoriale di fronte a una gestione che rischiava di svuotare di significato i diritti individuali e i legami sociali. Tutto questo per essersi ribellati al nichilismo imperante in questi tempi. La responsabilità di rappresentare quale Presidente Nazionale degli Amministratori NO Green Pass colleghi che avevano sfidato il mondo (e mi piace ricordare che alcuni sono qui oggi insieme a noi). Poi INDIPENDENZA, il sognare un futuro migliore insieme agli amici, camerati, di sempre Gianni ALEMANNO, Chicco COSTINI, Massimo ARLECHINO e tanti altri. la firma su un documento che suggellava un patto che si tramandava di generazione in generazione.
Infine, il ciclone VANNACCI, tu! Ti avevamo visto “nascere”. L’incontro ad Orvieto, il re-incontro a Grosseto. Ci sei piaciuto, abbiamo sognato il matrimonio che non c’è stato, poi la Lega. La nostra corsa, difficile, scomposta, solitaria! Io che provavo ad entrare in ESN (EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE), dove poi sei entrato tu. Strade parallele che si ricongiungevano. Infine, il 31 marzo le nozze! Il Mac che incontrava la tradizione di destra, la più autentica, quella sociale. Le differenze che diventavano valore aggiunto. Per la prima volta nella storia qualcuno (TU) riusciva a metter insieme le diverse anime della destra, del dissenso, del non voto e soprattutto del mondo giovanile, forte, bello, autentico.
La nostra adesione, la mia convinta adesione al MIO partito: FUTURO NAZIONALE, che onorerò e servirò con la mia azione ma soprattutto con la mia passione. Sì, quella passione che mi ha permesso di resistere a tutto e tutti. Nella mia terra, la Provincia di Cuneo, la provincia del Governatore Cirio, vicesegretario nazionale di Forza Italia, dei ministri Crosetto e Santanché, del, oggi, capogruppo alla camera di Forza Italia Costa e del vicesegretario nazionale Pd Gribaudo. Oggi, insieme al nostro responsabile regionale on. Pozzolo ed a tutti quelli e quelle (molti delegati sono qui SIMONE SAVA, ROBERTO BALDIZZONE, LAURA PEANO, TIZIANA AIRALDI, GIANFRANCO DOGLIANI, VOTTERO CHIAFFREDO E LUCA CAYRE) che con me hanno lavorato, metto a tua completa disposizione quasi 1000 iscritti, 20 comitati costituenti sparsi per una provincia grande come molte regioni, 12 consiglieri comunali, ma, soprattutto, lealtà, passione e determinazione.
Termino il mio breve intervento con un auspicio. Quello che i principi sanciti dalla Costituzione sulla libertà personale, paradossalmente stracciati proprio da chi la Costituzione l’ha sempre in bocca, ma solo quando gli fa comodo, strumentalizzandola per meri fini politici, non vengano mai più calpestati.
W FUTURO NAZIONALE! W IL GENERALE VANNACCI! W L’ITALIA LIBERA E GRANDE!