Carmelo Mirisciotti

Cari delegati, gentili amici, appassionati militanti, salgo su questo palco oggi per presentarvi una mozione che non è un semplice documento burocratico. È una dichiarazione di intenti. È un atto di coraggio e di rottura contro il silenzio e il conformismo che stanno anestetizzando la nostra società. Oggi, da questa Assemblea Costituente, noi scegliamo di rimettere al centro del dibattito politico l’identità, la sovranità, il merito e la sicurezza della nostra Nazione. Lo facciamo facendo nostre e integrando nel nostro programma le tesi e le battaglie di buon senso portate avanti dal Generale Roberto Vannacci.

Viviamo in un’epoca in cui la realtà viene capovolta. Chi difende i nostri confini viene processato; chi occupa abusivamente le case viene giustificato. Chi lavora, chi produce, chi studia e fatica si vede superato da logiche assistenziali o da quote identitarie ideologiche. Ci dicono che dobbiamo vergognarci della nostra storia, delle nostre radici giudaico-cristiane, della nostra cultura millenaria. Guardiamo a cosa sta accadendo intorno a noi, guardiamo ai dettagli di questo “mondo al contrario” che vogliamo raddrizzare.

Pensiamo all’assalto frontale alla nostra proprietà privata. Con la direttiva europea sulle “Case Green”, burocrati che non hanno mai visto i nostri borghi pretendono di imporci scadenze e ristrutturazioni forzate. Vogliono obbligarci a spendere decine di migliaia di euro per adeguare case storiche ereditate dai nostri nonni a standard ideologici, minando il risparmio di una vita. Noi lo diciamo chiaramente: la casa degli italiani non si tocca!

E guardiamo a quello che succede sulle nostre tavole, nelle nostre campagne e qui nel cuore della Sicilia. L’Europa dei regolamenti folli vorrebbe imporci le farine di insetti, la carne sintetica prodotta in laboratorio e l’etichettatura allarmistica sul vino. Nel frattempo, i nostri agricoltori e i nostri allevatori – che sono i veri custodi del territorio – vengono soffocati da tasse, burocrazia e dalla concorrenza sleale di prodotti extra-UE che arrivano nei nostri porti senza rispettare alcuna regola sanitaria o ambientale. Difendere il “Made in Italy”, difendere il grano e la terra dei nostri territori, significa difendere il lavoro reale e la salute dei nostri figli contro ogni tentativo di omologazione globale!

E cosa dire della sicurezza nelle nostre città? È tollerabile che le nostre stazioni, le nostre periferie e ormai anche i piccoli centri siano diventati zone franche in mano alla criminalità e allo spaccio, alimentati da un’immigrazione clandestina incontrollata? Le nostre Forze dell’Ordine vengono troppo spesso private dell’autorità e dello scudo giuridico necessario per operare, col rischio di essere fatte passare da colpevoli mentre cercano solo di applicare la legge e proteggerci.

Infine, l’attacco più pericoloso: quello contro la scuola e la famiglia. Vogliono distruggere il concetto stesso di madre e di padre, sostituendolo con freddi codici numerici. Vogliono portare l’ideologia di genere fin dentro le aule, confondendo i bambini e scavalcando il diritto sacrosanto dei genitori a educare i propri figli secondo i propri valori. Qualcuno là fuori vi dirà che queste tesi sono radicali. Ma io vi dico che difendere i confini, tutelare la casa e pretendere il rispetto per chi indossa una divisa non è radicalismo: è semplicemente buon senso!

E che dire ancora, sulla Modifica dell’elezione del Presidente della Repubblica, Titolo II della Costituzione, dall’art. 83 all’art. 91 della Costituzione: art. 83 nuova formulazione: “Il Presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale e diretto da tutti i cittadini italiani aventi la maggiore età, dura in carica sette anni e non è rieleggibile”. Attiveremo le procedure per la modifica costituzionale dell’elezione del Presidente della Repubblica, occorrendo anche tramite iniziativa popolare: è necessario presentare un progetto di legge costituzionale sottoscritto da almeno 50.000 cittadini elettori. Questa facoltà è regolata dall’articolo 71, secondo comma, della Costituzione e dettagliata dalla legge n. 352 del 1970 che disciplina i referendum e le iniziative popolari.

Con questa mozione, noi non chiediamo favori. Chiediamo il rispetto dei pilastri della nostra Repubblica: rivendichiamo l’Articolo 21 della Costituzione, perché la libertà di espressione e di pensiero critico deve essere totale, contro ogni forma di censura e di politicamente corretto. Esigiamo l’applicazione dell’Articolo 52, perché la difesa della Patria è un sacro dovere, e questo significa confini controllati, stop all’immigrazione clandestina e pieno supporto normativo e logistico alle nostre Forze dell’Ordine. Chiediamo di attuare l’Articolo 31, rimettendo la famiglia naturale e le politiche di natalità al centro dello Stato, per combattere quell’inverno demografico che rischia di cancellare il nostro futuro.

Amici, delegati, questa mozione impegna i nostri dirigenti a trasformare queste idee in azioni concrete, in ogni comune, in Parlamento e in Europa. È il momento di dare voce a quella maggioranza silenziosa di italiani che chiede di tornare al merito, al dovere e all’orgoglio nazionale. Sostenere questa mozione significa scegliere di non chinare la testa. Significa difendere l’Italia reale. Vi invito a firmarla, a sostenerla e a votare convintamente “Sì”. Viva la nostra identità, viva la nostra sovranità, viva Futuro Nazionale, viva il Generale Vannacci, avanti insieme! Grazie.

Il Delegato del Comitato di Enna – 1054
Avv. Carmelo Mirisciotti