Cari amici, sarò molto breve. Tra le tante cose che non vanno in questo Paese, ce n’è una che personalmente non sopporto più: il politicamente corretto. Da madre mi preoccupa vedere che ai nostri figli si insegna sempre più spesso cosa pensare invece che come pensare. Ci hanno detto quali parole usare, quali idee sono accettabili e quali no. Ci hanno detto che dobbiamo vergognarci delle nostre radici, della nostra identità e perfino del semplice diritto di esprimere un’opinione diversa. E quando qualcuno ha il coraggio di uscire dal coro, troppo spesso scatta la censura. Lo vediamo nelle università, che dovrebbero essere il luogo del confronto e che invece, in alcuni casi, diventano il luogo dell’intolleranza verso chi non è allineato al pensiero dominante.
Per questo porto una proposta semplice, chiara e concreta: CHI CENSURA LA LIBERTÀ DI PAROLA NON DEVE RICEVERE UN SOLO EURO DALLO STATO. Se un’università impedisce un dibattito, annulla una conferenza o tollera intimidazioni contro chi la pensa diversamente, perde i finanziamenti pubblici. I soldi delle tasse degli italiani devono finanziare la cultura, non la censura. La libertà di parola vale per tutti oppure non vale per nessuno. Meno politicamente corretto. Più libertà. Più coraggio. Più Italia. Viva Futuro Nazionale, viva l’Italia!
Daniela Schettino – Comitato Foggia 53 – Foggia