Daniele Surace

Cari membri dell’assemblea, vorrei portare alla vostra attenzione un tema di fondamentale importanza per l’economia italiana ed europea. Si tratta dell’impatto delle politiche green sul settore automotive e del diffondersi dell’ideologia woke all’interno dello stesso settore.

Come ben sappiamo, il settore auto sta vivendo un momento di notevole confusione e perdita dei suoi dogmi identitari, il che sta portando a rendere sempre più inaccessibile, economicamente parlando, la possibilità di possedere e gestire un mezzo di trasporto privato.

Fino a pochi anni fa, acquistare un’automobile significava mettere in conto una somma a partire da 10.000 euro. Oggi siamo arrivati al doppio per un modello base. Questo va in contrasto con i salari che, a quanto pare, non sono aumentati di pari passo ed anzi perdono sempre più potere d’acquisto. Di conseguenza, l’aumento dei prezzi ha fatto abbassare notevolmente i volumi di vendita e ciò si ripercuote su tutto l’indotto del settore automotive, con notevoli perdite di posti di lavoro.

L’UE ha fissato dei paletti che, più passa il tempo, iniziano a perdere sostegno. Inizialmente il Green Deal prevedeva il bando totale dei veicoli a motore endotermico entro il 2035, adesso la soglia è stata ridotta al 90% a causa delle proteste dei costruttori. Ma ciò non basta e nel frattempo stiamo regalando l’industria automotive al nostro principale competitor, ovvero la Cina. L’Italia, praticamente, ha perso totalmente la propria industria, con il gruppo Fiat, oggi Stellantis, che per inseguire il full electric ha pensato bene di basare tutti i propri modelli su un’unica piattaforma condivisa. Il prodotto italiano è diventato francese con uno sguardo alla Cina.

La mano forzosa della politica Von Der Leyen sta producendo danni inimmaginabili. Case automobilistiche come Porsche, Volkswagen, Fiat stanno brancolando nel buio. Aumentano i prezzi, diminuisce l’interesse dei consumatori, le case costruttrici cercano di tamponare le perdite con i licenziamenti e paradossalmente invece di svecchiare il parco auto circolante, questi esperti lo stanno facendo invecchiare creando un effetto Cuba.

Come se non bastasse, oltre alle folli ideologie green suicide, è spuntata anche l’ideologia woke nel settore auto. Simbolo principale dell’entrata in scena del woke è stata la Jaguar, da sempre simbolo di eleganza, potenza, lusso e mascolinità. La casa del giaguaro ha tirato fuori dal cilindro una pubblicità variopinta, con evidenti richiami al mondo LGBTQ, con personaggi dal vestiario multicolore. Questo ha fatto crollare le vendite del 100% e creato meme e prese in giro da ogni parte del mondo.

La volontà forzata di una certa parte della politica UE, della quale fa parte anche l’odierno centrodestra, di portare avanti le proprie strampalate ideologie ci sta letteralmente distruggendo. Sta distruggendo l’economia, la forza lavoro, l’identità e le idee. Cari partecipanti, apriamo gli occhi su cosa eravamo, cosa siamo e cosa vorremmo essere.

Daniele Surace