Buongiorno a tutti. Sant’Agostino diceva una frase bellissima e dal significato profondo: “La speranza ha due bellissimi figli: l’indignazione e il coraggio”. L’indignazione per la realtà delle cose che non ci piacciono, e il coraggio di cambiarle. Ecco, noi oggi siamo qui perché abbiamo deciso di indignarci di fronte a ciò che non ci piace, e abbiamo soprattutto il coraggio di cambiare le cose! Noi questo coraggio lo abbiamo, lo dimostriamo ogni giorno, perché sappiamo che la nostra speranza in un’Italia migliore passa inevitabilmente dalle nostre scelte e dalle nostre azioni.
In questo cammino, persino la massima autorità spirituale ci offre una guida. Papa Leone XIV, nella sua enciclica Magnifica Humanitas, ci esorta e ci mette in guardia su aspetti che a noi sono estremamente cari. In un mondo ferito, dove i valori cristiani sono troppo spesso sopraffatti, calpestati, e dove assistiamo ancora a persecuzioni e uccisioni nel silenzio generale, quelle parole ci devono dare ulteriore forza e coraggio per invertire la rotta. Il Pontefice ha denunciato l’omologazione globale e il transumanesimo. Questa è una vera e propria follia umana! È un progetto ideologico che vorrebbe far passare il concetto stesso di famiglia come qualcosa di “retrogrado”. Per noi, invece, difendere i confini biologici della famiglia è un dovere morale assoluto. L’amore è un sentimento nobile, ma non può e non deve travalicare nel bisogno fisiologico o nel capriccio di pretendere una famiglia a tutti i costi, scardinando le leggi della natura.
E la stessa indignazione, lo stesso coraggio, dobbiamo metterli in campo per contrastare lo strapotere dell’Intelligenza Artificiale. Noi non siamo contro il futuro, ma abbiamo il coraggio e il dovere di governare questo fenomeno! Non possiamo permettere che l’IA sia ridotta a un semplice strumento per ricerche personali o per dispensare ricette sociali preconfezionate e calate dall’alto. Dobbiamo comprendere che la tecnologia deve essere messa al servizio della difesa militare, della medicina, dell’istruzione. Governare la tecnologia è l’unico modo per non lasciare che si trasformi in una “Torre di Babele algoritmica” volta a cancellare l’uomo. Dobbiamo dominarla per una necessità vitale: proteggere gli asset strategici nazionali, la nostra sovranità e l’identità del nostro popolo.
Abbiamo l’indignazione, abbiamo la speranza, ma soprattutto abbiamo il coraggio. Viva l’Italia! Grazie a tutti.
Filippo Villari