Cari Futuristi,
è un vero onore poter essere qui, in rappresentanza degli oltre 500 iscritti su Torino e Provincia del nostro Comitato, ma soprattutto in rappresentanza collettiva degli interessi dei nostri concittadini.
Oggi nasce Futuro Nazionale e questo direi che l’avevamo già capito tutti. Bene, con Futuro Nazionale rinasce la speranza migliore del nostro popolo, del popolo italiano. Quella speranza che oggi sarebbe senza casa, ha finalmente un posto, una collocazione e una prospettiva. Una speranza che è quella di tutti i veri patrioti, di quelli che non si vergognano della nostra storia e della nostra identità. Se non fosse per Futuro Nazionale e per Roberto Vannacci, e lo dico nella maniera meno retorica possibile, oggi un’intera generazione, la mia, non avrebbe più nemmeno una speranza per il futuro, se non quella di fare la classica croce sulla scheda turandosi il naso e le orecchie, e accettare il lento declino e la lenta scomparsa della nostra nazione.
Vedete, siamo a due minuti dalla mezzanotte: le nostre grandi città metropolitane sono state conquistate, interi quartieri sono stati perduti dal nostro popolo, basta farsi un rapido giro nelle periferie di Torino, di Milano o di Roma per rendersene conto. E se, a livello globale, noi europei siamo una minoranza, oggi anche qui, in Europa, in Italia, siamo in via di estinzione: pochi, annoiati, impauriti, anziani e afflitti dalla denatalità.
E, invece, è giunto il momento del riscatto, della riconquista, prima che sia troppo tardi: possiamo ancora invertire la rotta, perché non è tutto perduto. La Storia, che è maestra e padrona, ci ricorda che diversi secoli fa la Spagna fu perduta dai nostri fratelli europei… Erano rimasti solamente trecento uomini, o poco più, asserragliati sulle montagne delle Asturie. Ebbene, quando tutto sembrava perduto, da quei trecento uomini è partita la riscossa che con un lungo, lento e doloroso processo ha permesso di riscattare, di liberare e di far risorgere la Spagna cristiana!
Allo stesso modo faremo noi, e direi che qui, oggi, siamo molti più di 300, mettendoci al servizio del nostro popolo: diventando capillari, costanti, appassionati, entusiasti, andando in tutti i quartieri perduti, battendo il territorio delle nostre città, portando avanti il programma del nostro Partito, le nostre idee e le nostre persone. Tenendo fede poi, senza esitazioni e senza compromessi, agli impegni presi con i nostri elettori.
E se la nostra terra ce lo chiederà, saremo noi la sua speranza migliore, la sua possibilità di rinnovamento. Questa volta non si tratta banalmente di cambiare un Presidente o una maggioranza parlamentare, ma di costruire un’alternativa reale, che ci permetta di far rifiorire il nostro popolo: sicurezza, lavoro e natalità. Senza figli e senza lavoro, il nostro popolo muore.
Abbiamo un lascito unico al mondo, un retaggio esemplare: non possiamo permettere che il popolo che ha dato i natali a Roma, alla solarità medievale, al Rinascimento, ai moti risorgimentali, ai futuristi e ai legionari fiumani, ai leoni di El Alamein e alle penne nere disperse nella steppa, accetti pavidamente l’estinzione. Trasmigratori, poeti, eroi, conquistatori: questo è il nostro Popolo.
Nessuno potrà toglierci il diritto di essere liberi sulla nostra terra, costruita col sacrificio dei nostri avi. È finito il momento della paura, della codardia, delle mezze misure e delle destre sbiadite. Noi siamo qui, se saremo una Legione, se faremo quadrato, riscatteremo il nostro popolo, onoreremo il sangue versato dai nostri eroi e libereremo il nostro Paese!