Francesco de Simone

Cari compatrioti. siamo qui a Roma per fondare non un semplice partito, ma l’alternativa di governo di cui l’Italia ha disperatamente bisogno. Nel nostro Statuto, c’è un pilastro fondamentale che sostiene l’intera idea di comunità e di civiltà: la Famiglia. La famiglia intesa come Istituzione fondamentale della società che oggi è sempre più svuotata del suo valore sociale e abbandonata da uno Stato assenteista. E quando lo Stato è immobile e la famiglia viene indebolita, il vuoto viene inevitabilmente riempito dal degrado. Ma io questa istituzione, la famiglia, con tutti i suoi sacrifici, la conosco perfettamente da dentro. Sono un pilota militare, sono felicemente sposato da 17 anni, ho tre figli e attraversiamo sulla nostra pelle tutte le problematiche che le famiglie dei militari affrontano ogni giorno. Eppure, nonostante le difficoltà di una vita spesa al servizio dello Stato, varie missioni in Teatri Operativi, insieme siamo comunque riusciti a crescere tre figli educati perfettamente, che frequentano la scuola con i massimi voti. Ce l’abbiamo fatta, sì, ma l’abbiamo fatto da soli, senza lo Stato.

Credo che Futuro Nazionale sia nato per risolvere i problemi della nostra Nazione. Un vero partito di Governo deve presentare leggi concrete per rimettere la famiglia al centro della Nazione riconoscendone finalmente il valore sociale. Pertanto vorrei porre l’attenzione su tre problematiche che riguardano la famiglia contemporanea ed il futuro dei nostri figli; provando ad offrire una soluzione:

1) difficoltà a generare e sostenere i figli: l’Italia sta vivendo una grave crisi demografica, nascono sempre meno bambini e questo mette a rischio il futuro economico, sociale e culturale della Nazione. Per invertire questa tendenza è necessario sostenere concretamente le famiglie e rendere meno onerosa la scelta di avere figli. L’attuale sistema assistenziale italiano tende a penalizzare molte famiglie, soprattutto quelle monoreddito e quelle con più figli a carico; che pur sostenendo spese elevate, spesso restano escluse dagli aiuti a causa delle soglie ISEE. Per questo propongo l’introduzione di una nuova logica di equità fiscale: “il Quoziente Familiare”, un principio che premi la natalità basato sul concetto che più figli hai, meno tasse paghi. Quindi, a differenza dell’attuale logica assistenziale dell’ISEE che interviene a valle sulla tassazione attraverso agevolazioni destinate solo a chi rientra in determinate soglie di reddito, questo nuovo paradigma agirebbe a monte sulla tassazione, decurtando l’IRPEF in base al numero dei figli a carico. Sostenere la natalità non è soltanto una scelta sociale, ma una necessità strategica per il futuro dell’Italia. Senza nuove generazioni non vi sono lavoratori, contribuenti, innovazione e crescita economica. Investire sulla famiglia significa investire sul futuro della Nazione.

2) minori e responsabilità dei genitori: oggi la famiglia è sempre più indebolita nel suo ruolo fondamentale di guida, ha smesso di trasmettere il rispetto delle regole, trasmissione dei valori e sta vivendo una vera crisi educativa. Sono in aumento l’abbandono scolastico, la perdita di figure adulte di riferimento e l’influenza dei modelli devianti diffusi attraverso i social network. Queste sono le principali cause del fenomeno delle baby gang. Troppi adolescenti cadono in questa trappola, in molti casi, questi gruppi diventano per i ragazzi una forma distorta di riconoscimento, appartenenza e protezione, che dovrebbero trovare, invece, nelle loro case. Per questo è necessario un cambio di approccio: tolleranza zero verso la criminalità minorile e rafforzamento della responsabilità genitoriale. Serve una riforma del codice penale minorile che garantisca pene certe, percorsi rieducativi e, nei casi previsti, la responsabilità civile e penale dei genitori per i reati dei figli minori. Perché l’educazione non può essere considerata un’opzione, ma è il primo dovere della famiglia e la base della convivenza civile.

3) Sostegno alle famiglie dei Militari e Forze dell’Ordine: io so perfettamente cosa significa essere schierati in missione all’estero per difendere i confini e l’onore della Patria; ma so anche cosa significa lasciare a casa coniuge e figli che affrontano da soli la quotidianità, spesso senza adeguati strumenti di supporto emotivo, economico e organizzativo. Dietro ogni uomo e ogni donna in uniforme c’è una famiglia che vive in silenzio il peso dell’assenza, dell’attesa e dell’incertezza. Credo che questo sacrificio invisibile meriti un riconoscimento concreto. Il sostegno alle famiglie dei militari e delle Forze dell’Ordine deve diventare una priorità reale perché chi indossa un’uniforme porta sulle spalle l’enorme responsabilità di difendere la sicurezza, i confini e l’onore della Patria. Per questo ritengo sia necessario introdurre una normativa che supporti le famiglie nei momenti di pressione e fragilità in cui il personale è impiegato in missione, garantendo ai familiari dei servizi quali: supporto psicologico dedicato, accesso prioritario ai servizi socio-sanitari; ma anche prevedere agevolazioni fiscali mirate per sostenere la cura e l’educazione dei figli, che ricade su un solo genitore. Uno Stato non può ricordarsi dei suoi soldati solo nelle parate ufficiali o nelle crisi, ma deve prendersi cura di chi resta a casa a tenere in piedi la famiglia.

Compatrioti, la mia storia dimostra che con i valori, il sacrificio e l’amore, la famiglia può superare ogni tempesta e crescere cittadini eccellenti. Ma le famiglie italiane non devono più essere lasciate sole! Ricostruiamo le nostre radici, riprendiamoci la sicurezza delle nostre strade, onoriamo chi serve la Patria. Viva Futuro Nazionale, viva l’Italia!

Francesco de Simone – Foggia 53 – Foggia