Giovanni Rametta

Amiche e amici, oggi non sono qui per raccontare una semplice scelta politica. Sono qui per raccontare una storia fatta di appartenenza, coerenza e fedeltà a quei valori che accompagnano la mia vita fin da quando ero ragazzo. La mia militanza non nasce dalla convenienza, non nasce dal calcolo e non nasce dalla ricerca di un incarico. Nasce dalla passione. Nasce dall’amore per un’idea di Italia e dalla convinzione che la politica debba essere, prima di tutto, servizio alla comunità.

Fin da giovane ho scelto di impegnarmi nei movimenti della destra italiana, attraversando le esperienze di Azione Giovani, Alleanza Nazionale, Popolo della Libertà e Fratelli d’Italia. Ho condiviso battaglie, sacrifici, entusiasmi e responsabilità, cercando sempre di rappresentare con onore una visione fondata sull’identità nazionale, sul merito, sulla libertà, sul rispetto delle istituzioni, sulla sicurezza e sulla centralità della famiglia. Non ho mai vissuto di politica. Vivo del mio lavoro, della mia professione e del sacrificio quotidiano che condivido con la mia famiglia. Per questo ho sempre considerato l’impegno politico una missione e non una carriera: un servizio da offrire al proprio territorio, senza dipendenze e senza interessi personali.

Quando i cittadini di Avola mi hanno dato la loro fiducia eleggendomi in Consiglio Comunale, ho sentito il peso e l’onore di una grande responsabilità. Ho cercato di ricambiarla con presenza, disponibilità e coerenza, restando sempre vicino alle persone e ai loro bisogni. Ma la politica, come la vita, mette spesso davanti a scelte difficili. Ci sono momenti in cui bisogna decidere se restare per comodità o andare via per coerenza. Se accettare compromessi che non ci appartengono oppure rimanere fedeli ai propri principi. La mia uscita dal partito nel quale ero stato eletto è stata una scelta sofferta, maturata dopo una lunga riflessione. Quando vengono meno il rispetto reciproco, la condivisione di un progetto e la possibilità di lavorare serenamente per il bene del territorio, restare diventa soltanto un esercizio di sopravvivenza politica. E io non ho mai creduto nella sopravvivenza politica: ho sempre creduto nella coerenza.

Per questo oggi guardo avanti. Oggi aderisco con convinzione e con entusiasmo a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Lo faccio perché vedo in questo progetto una casa politica capace di rappresentare tanti uomini e tante donne che non hanno rinunciato alla propria identità. Una casa per chi crede nella sovranità nazionale, nella valorizzazione del merito, nella sicurezza dei cittadini, nella tutela delle nostre radici culturali e nella libertà di esprimere le proprie idee senza timori. Non aderisco a un simbolo per convenienza. Aderisco a una comunità perché ne condivido la visione e perché ritrovo il coraggio di affermare con chiarezza ciò in cui credo, senza ambiguità e senza compromessi.

La mia storia non cambia. Restano gli stessi valori che mi hanno formato, la stessa passione che mi accompagna fin dai primi passi della mia militanza e la stessa volontà di servire il mio territorio con dedizione, umiltà e spirito di servizio. A chi mi ha sostenuto in questi anni voglio dire una cosa semplice: non ho cambiato principi, non ho cambiato ideali e non ho cambiato l’idea di Italia che porto nel cuore. Ho semplicemente scelto di continuare il mio cammino in un luogo politico che oggi sento più vicino alla mia identità, alla mia storia e alla mia visione del futuro.

Continuerò a battermi con la schiena dritta e con la testa alta, ascoltando i cittadini, difendendo il nostro territorio e portando avanti le idee in cui credo: libertà, merito, sicurezza, identità nazionale e rispetto delle istituzioni. Perché i partiti possono cambiare, i percorsi possono evolversi, ma chi crede davvero nei propri valori non smette mai di servirli con coerenza. E io continuerò a farlo, con lo stesso entusiasmo di sempre, mettendo al centro Avola, la Sicilia e l’Italia. Viva Avola, viva la Sicilia e viva l’Italia!