Amici, delegati, militanti,
oggi per me è un’emozione vera essere qui.
Io sono Giulio Battaglini e sono arrivato a Futuro Nazionale non per calcolo e nemmeno per per convenienza.
Sono arrivato qui perché ho riconosciuto in questo progetto una cosa semplice e potente: il coraggio.
Il coraggio di dire ciò che tanti italiani pensano.
Il coraggio di non piegarsi al pensiero unico.
Il coraggio di rimettere al centro l’Italia, la Patria, la nostra identità.
Il mio rapporto con Roberto Vannacci nasce da una stima personale profonda.
Ho conosciuto un uomo libero.
Un uomo che non arretra.
Un uomo che non chiede permesso.
Un uomo che ha avuto il coraggio di pagare in prima persona il prezzo delle proprie idee.
E questo, per me, conta.
Perché oggi siamo abituati a una politica che spesso cambia parole, cambia toni, cambia faccia, a seconda della convenienza.
Roberto no.
Roberto Vannacci ha detto quello che pensava quando era più facile tacere.
Ha scelto di stare in piedi quando molti avrebbero preferito inginocchiarsi al conformismo.
Ha parlato a voce alta quando milioni di italiani erano stati costretti al silenzio.
E questa è stata la scintilla.
Roberto Vannacci non ha inventato un popolo.
Lo ha fatto emergere.
Ha dato voce a italiani che c’erano già, ma che troppo spesso si sentivano soli, non rappresentati, quasi costretti a vergognarsi delle proprie idee.
Noi invece non ci vergogniamo.
Non ci vergogniamo della nostra storia.
Non ci vergogniamo delle nostre radici.
Non ci vergogniamo della nostra Patria.
Non ci vergogniamo di essere italiani.
In questo percorso voglio anche rivolgere un pensiero a Massimiliano Simoni, con cui ho condiviso lavoro, confronto e tante giornate intense.
Il suo ruolo di coordinatore nazionale è importante perché aiuta a trasformare l’entusiasmo in organizzazione, presenza e radicamento.
Ma il cuore di questa esperienza è la comunità che si è raccolta attorno a un’idea forte: l’Italia prima di tutto.
Futuro Nazionale nasce da qui: da una comunità che ha deciso di metterci la faccia.
Ma ora dobbiamo fare un passo in più.
Non basta protestare.
Dobbiamo costruire.
Non basta denunciare.
Dobbiamo proporre.
Non basta essere contro qualcosa.
Dobbiamo essere il futuro di qualcosa.
E per me uno dei campi decisivi sarà la cultura.
Per troppi anni ci hanno raccontato che la cultura fosse roba loro.
Che i teatri fossero loro.
Che i festival fossero loro.
Che le fondazioni fossero loro.
Che le università, i libri, il cinema, l’arte fossero territorio riservato di una sola parte politica.
Noi diciamo una cosa chiara: basta.
La cultura non è della sinistra.
La cultura non è dei salotti.
La cultura non è dei padroni del pensiero unico.
La cultura è dell’Italia.
È dei nostri borghi, delle nostre città, dei nostri teatri, dei nostri musei, delle nostre tradizioni, dei nostri artisti, dei nostri territori.
L’Italia non è una nazione qualunque.
L’Italia è una civiltà.
E una civiltà non si cancella.
Si difende.
Si racconta.
Si tramanda.
Futuro Nazionale deve avere il coraggio di liberare la cultura dal monopolio ideologico.
Dobbiamo riportare la cultura al popolo.
Dobbiamo valorizzare il merito, non l’appartenenza.
Dobbiamo sostenere chi lavora davvero nei territori.
Dobbiamo difendere la bellezza italiana, non come cartolina per turisti, ma come anima della nostra Nazione.
Perché un popolo senza cultura è un popolo più debole.
Un popolo senza memoria è un popolo più manipolabile.
Un popolo che dimentica chi è, prima o poi accetta di diventare qualunque cosa.
E noi non siamo qualunque cosa.
Noi siamo italiani.
Per questo dobbiamo costruire una cultura nazionale, libera, identitaria, popolare e moderna.
Non nostalgia.
Identità.
Non conformismo.
Libertà.
Non occupazione degli spazi.
Liberazione degli spazi.
Io sono qui perché credo in Futuro Nazionale.
Credo in Roberto Vannacci.
Credo in questa comunità.
Credo che da oggi non inizi soltanto un partito, ma una nuova stagione politica.
A Roberto voglio dire grazie.
Grazie per aver acceso una luce.
Grazie per aver dimostrato che il coraggio è contagioso.
Grazie per aver dato voce a chi non voleva più restare in silenzio.
Ora tocca a noi.
Tocca a noi trasformare la scintilla in organizzazione.
Tocca a noi trasformare l’entusiasmo in radicamento.
Tocca a noi trasformare Futuro Nazionale in una grande forza al servizio dell’Italia.
Io ci sono.
Con lealtà.
Con entusiasmo.
Con orgoglio.
Perché il futuro non si aspetta.
Il futuro si costruisce.
E noi siamo qui per costruire Futuro Nazionale.
Giulio Battaglini