Buongiorno a tutti, mi chiamo Paolo Scialò e vengo dalla provincia di Varese. Oggi non voglio parlarvi di me, ma vorrei parlarvi dei giovani. Da anni ci raccontano che i giovani non hanno voglia di fare sacrifici, che non si interessano alla politica e che pensano soltanto ai social. In questi mesi però, vivendo il territorio, facendo gazebo, incontri e confrontandomi con tante persone, ho capito che la realtà è ben diversa. I giovani hanno una grandissima voglia di costruire. Hanno voglia di lavorare, hanno voglia di mettersi in gioco, hanno voglia di credere in qualcosa. Il problema è che troppo spesso non vengono ascoltati e non vedono un futuro davanti a sé.
Oggi in Italia abbiamo ragazzi che studiano, si laureano, si formano e poi sono costretti a lasciare il proprio Paese per cercare all’estero ciò che qui non riescono a trovare: stipendi dignitosi, opportunità e meritocrazia. E questa, per me, è una sconfitta. Perché una Nazione che perde i suoi giovani perde il proprio futuro. Come migliaia di anni fa, erano i giovani a portare il bottino di caccia al villaggio, contribuendo alla sopravvivenza e alla crescita della comunità. Anche oggi non possiamo permetterci di perdere i nostri giovani, la nostra forza lavoro, le nostre energie migliori, i nostri cervelli più brillanti.
Noi dobbiamo avere il coraggio di invertire questa rotta. Dobbiamo costruire un’Italia in cui chi lavora possa vivere dignitosamente del proprio lavoro. Un’Italia in cui i salari tornino a crescere. Un’Italia in cui un giovane possa permettersi una casa, una famiglia e dei figli senza dover aspettare quarant’anni. Un’Italia in cui i nostri migliori talenti non siano costretti a partire. Ma soprattutto un’Italia in cui i migliori cervelli del mondo desiderino venire qui, perché qui trovano opportunità, qualità della vita, cultura, sicurezza e libertà. Noi siamo la Nazione che ha insegnato al mondo arte, ingegno, bellezza e innovazione. Non possiamo continuare a pensare in piccolo. Dobbiamo tornare ad essere ambiziosi.
Ecco perché Futuro Nazionale non deve essere soltanto un partito. Deve essere una speranza concreta per chi oggi si sente dimenticato. Deve essere la casa di chi ama l’Italia e non vuole arrendersi all’idea che il declino sia inevitabile. Io sono ancora giovane, ma sogno un Paese in cui i miei figli non siano costretti a scegliere tra realizzarsi e restare italiani. Proprio come ho dovuto fare io! Un Paese che torni a premiare il merito, il lavoro e il coraggio. Un Paese che non rincorra il futuro, ma che torni a guidarlo. Perché il futuro dell’Italia non si aspetta. Si costruisce. E noi siamo qui per costruirlo. Grazie a tutti. Viva l’Italia!