Ratti

Buongiorno a tutti. I temi che svolgerò, o per meglio dire, mi propongo di svolgere e sottopongo al vostro vaglio preventivo, saranno un sunto condensato dei seguenti argomenti e delle seguenti mie elaborazioni originali. Sarà rigorosamente un intervento svolto a braccio, sintesi dei concetti riportati di seguito, adattandoli specificatamente, calibrandoli alle tempistiche concesse a noi delegati per gli interventi dal palco. Di seguito i due scritti di riferimento dai quali deriverà la mia sintesi per l’oratoria congressuale.

1) Il Discorso: L’Espropriazione della Sovranità e la Lotta Verticale.

(Primo Capisaldo: Lo Shock, la Destra Pura e la Trasversalità della Lotta)

Amici futuristi, compagni, camerati! So bene che queste parole, pronunciate insieme in questa sala, faranno tremare i polsi ai custodi del politicamente deontologico. A coloro che hanno trasformato la dicotomia parlamentare tra destra e sinistra nella sola ed asfittica linearità della politica contingente. Diranno che è una provocazione… Diranno che è un anacronismo… Per estrazione familiare e culturale, ho il cuore bianco-verde padano che batte a sinistra. Eppure oggi sono qui, orgogliosamente sul podio della destra pura. Perché le vecchie categorie sono morte.

Siamo qui per abbattere una volta per tutte questa farsa geometrica alimentata dagli estremismi di piazza e dai professionisti dell’odio ideologico. Una contrapposizione artificiale amplificata dai social media, che operano una vera e propria: ortopedizzazione del linguaggio, una ortopedizzazione del pensiero e una ortopedizzazione psicologica progettata per ingessare le nostre menti, indirizzare artificialmente il dissenso e costringerci tutti dentro i tutori dell’ideologia dominante del pensiero unico, per tenerci divisi, polarizzati e innocui.

Ci vogliono far credere che la lotta sia ancora orizzontale, quella del Novecento, quella della metà del secolo scorso: la destra fascista contro la sinistra comunista. Ma la realtà è un’altra. Oggi la lotta è verticale! Si staglia dal basso verso l’alto! Non esistono più i vecchi steccati: siamo stati tutti schiacciati verso il basso. Siamo diventati un unico, immenso neoproletariato. La vera sfida della nostra epoca vede contrapposta l’intera società civile, fatta di lavoratori, famiglie, piccoli produttori, imprenditori, commercianti e professionisti, contro una ristrettissima élite di apolidi senza patria, senza volto e senza scrupoli.

In questa guerra verticale, la “Destra Pura” rappresenta oggi l’unico spazio ontologico e politico decisivo. Per troppo tempo questo spazio è stato scientificamente e brutalmente ghettizzato. Gli hanno tolto la parola, lo hanno demonizzato, hanno tentato di confinarlo ai margini della storia, financo spregiativamente definirci “topi di fogna”. Ed io che di cognome faccio Ratti, di queste offese ne porto le stigmate. Perché le élite hanno paura. Sanno che la destra pura, dexter, dexios, rectitudo, è l’ultimo baluardo a difesa dei confini etici e morali, dei limes dello Stato sovrano e delle radici identitarie. Sanno che togliendo, preventivamente, la parola alla “Destra Pura”, il popolo resta senza difese di fronte all’avanzata del globalismo e della desertificazione WOKE promossa dalla CANCEL CULTURE. ORA CON FUTURO NAZIONALE questa ghettizzazione è finita: riprendiamo la parola nell’agorà, occupiamo gli spazi civici in presenza, lanciamo la sfida dal basso!

(Secondo Capisaldo: I Giovani, i Mercati e i “Tre Niente”)

I primi a pagare il prezzo di questa guerra verticale e dell’isolamento della destra, ontologica-epistemica, sono stati i nostri giovani, le nuove generazioni, il nostro futuro. A loro le élite apolidi hanno lasciato in eredità la desertificazione. Una terra bruciata di valori, di certezze e di futuro. Ricordate il cinismo spietato della finanza globale descritto nei films Hollywoodiani? In Wall Street, il personaggio di Gordon Gekko si rivolgeva agli studenti definendoli la generazione dei “tre niente”: niente lavoro, niente reddito, niente risorse! Cercavano di venderlo come un monito capitalista in una saga cinematografica, ma oggi è la nostra tragica realtà quotidiana. Il sistema ha ridotto i nostri ragazzi a una massa di precari esistenziali. Ci ripetono come un mantra che “il denaro non dorme mai”. Ed è vero! Il capitale speculativo di quelle élite non dorme: si sposta con un click di notte sui mercati, distrugge le nostre aziende, impoverisce le nostre famiglie e cancella i diritti di chi produce. Il denaro non dorme, ma la nostra gioventù è stata narcotizzata con false promesse, intrattenimento digitale e lavaggi del cervello globalisti, per impedirle di alzare la testa e ribellarsi.

(Terzo Capisaldo: Il Combinato Disposto e i Cinque Pilastri dell’Espropriazione)

Dobbiamo avere il coraggio, qui ed oggi, di guardare in faccia il meccanismo con cui ci stanno spogliando di tutto. È un disegno totalitario, un’aggressione sistematica alla nostra indipendenza sovrana. È TUTTO DOMINIO! Ci hanno tolto e ci stanno togliendo ogni forma di sovranità attraverso “cinque pilastri precisi”, tutti strettamente interconnessi e concatenati in un unico perverso disegno di sottomissione finanziaria.

1. La Sovranità Monetaria e Statale: Tutto comincia da qui. Hanno privato gli Stati Nazione della loro stessa linfa vitale attraverso l’Unione monetaria europea. Con l’euro hanno annullato il concetto fondamentale di Stato come garante di ultima istanza sul proprio debito e sulla propria moneta. Consegnando le chiavi della nostra economia ai mercati finanziari e ai diktat della Troika, hanno ridotto i governi nazionali a semplici esecutori fallimentari. Uno Stato senza sovranità monetaria è uno Stato debole, incapace di proteggere i propri cittadini, spianando la strada al secondo pilastro: l’aggressione diretta al patrimonio privato.

2. La Sovranità sui Risparmi e la Finanza d’Investimento: Avendo disarmato lo Stato, ora passano a espropriare i frutti dei nostri sacrifici attraverso il progetto della Savings and Investments Union. Ascoltate i numeri, perché è qui che si palesa la dimensione della rapina: la plutocrazia di Bruxelles ha messo gli occhi sul colossale patrimonio delle famiglie europee, un tesoro storico che ammonta a 40.000 miliardi di euro. Di questa torta gigantesca, l’obiettivo immediato della Commissione è aggredire i 10.000 miliardi di euro che i cittadini custodiscono nei depositi bancari, marchiati spietatamente come “capitali dormienti”. E il bersaglio grosso è l’Italia! Fanno gola gli oltre 1.300 miliardi di euro di liquidità netta che le nostre famiglie tengono sui conti correnti per tutelare il proprio futuro. Il restante patrimonio finanziario degli italiani, per oltre 1.000 miliardi, è già allocato in polizze e titoli di Stato, ma loro vogliono depredare quest’ultima trincea di sicurezza liquida. Qual è il meccanismo diabolico che hanno studiato? Vogliono spingere e infine costringere i risparmiatori a spostare il denaro dalla sicurezza dei depositi per immetterlo a forza nelle vene della finanza d’investimento e del capitale di rischio a lungo termine. Vogliono che i vostri risparmi finanzino la loro fallimentare transizione ecologica e le loro folli spese militari. È l’esatto meccanismo che abbiamo già subito negli anni Novanta: quando hanno trasformato le banche del territorio da istituti nati a tutela del risparmio in spietati enti di investimento speculativi. I manager hanno generato utili privati mostruosi, mentre al popolo hanno tagliato i servizi, chiuso gli sportelli e licenziato il personale. Oggi applicano lo stesso schema su scala continentale: usano i soldi degli italiani e degli europei come carburante per i loro mercati azionari, trasferendo i guadagni alle élite e lasciando l’intero rischio del crollo finanziario sulle spalle delle nostre famiglie.

3. La Sovranità sul Demanio pubblico: Per far funzionare questa immensa macchina finanziaria, le élite hanno bisogno di privatizzare e mercificare ogni centimetro del nostro territorio. Ed ecco che interviene la Direttiva Bolkestein. Con il pretesto della finta concorrenza europea, pretendono di espropriare di fatto le nostre coste, le nostre spiagge e i beni pubblici della nostra terra. Poniamo ad esempio gli stabilimenti balneari e le coste del nostro Belpaese. Vogliono scipparli per legge alle storiche imprese ed ai lavoratori italiani, che quelle spiagge le hanno curate per generazioni, per metterli all’asta e consegnarli alle multinazionali estere. Vogliono trasformare il nostro patrimonio naturale in un asset liquido da dare in pasto ai fondi speculativi internazionali legati alla stessa Savings and Investments Union.

4. La Sovranità Personale e Digitale: Ma come pensano di blindare questo sistema ed evitare che il popolo ritiri i propri soldi per sottrarsi alla speculazione del secondo pilastro? Attraverso il quarto pilastro: l’Euro Digitale. La roadmap della BCE punta a blindare l’accordo legislativo per implementare una moneta algoritmica, centralizzata e totalmente detenuta da Francoforte. Questo non è progresso tecnologico: è il raddoppio del cappio finanziario! Vogliono una moneta condizionabile: se i tuoi risparmi sul conto corrente sono digitali ed emessi direttamente dalla banca centrale, loro potranno decidere se puoi spenderli, quando puoi spenderli e per quali beni ti è permesso usarli. Vogliono eliminare il contante perché sanno che la libertà risiede unicamente nella carta moneta a corso legale pagabile al portatore! Ogni forma di pagamento interamente digitalizzata e intermediata dai servizi interbancari opera un costante signoraggio sul valore nominale del tuo risparmio, drenando valore dalle tue tasche verso i loro server per impedirti di possedere davvero il frutto del tuo lavoro.

5. La Sovranità sulla Proprietà, sulla Mobilità e l’Assalto al Diritto di Veto: Infine, per chiudere il cerchio del dominio, devono aggredire i beni fisici storici degli italiani: la casa e l’automobile. Attraverso i vincoli asfissianti del Green Deal, impongono l’efficientamento forzato delle nostre mura domestiche e la transizione elettrica della mobilità. È l’esproprio definitivo: se non avrai i soldi richiesti dalla finanza per adeguare la tua casa, la tua proprietà perderà valore e sarà svalutata, pronta per essere rilevata dai loro fondi immobiliari. Una transizione folle, calata dall’alto senza voto come i trattati di Maastricht e di Lisbona, calpestando ogni principio di democrazia. E guardate cosa stanno preparando adesso per blindare questo scempio: l’unico barlume di sovranità rimasto agli Stati all’interno del tecnocontrollo europeo è il diritto di veto all’unanimità nel Consiglio Europeo. Calenda e tutti gli accoliti euroinomani vorrebbero scardinarlo, riformando la norma e passando alla maggioranza qualificata. Qualora dovesse cedere quel veto, anche l’ultimo afflato di sovranità nazionale verrà spazzato via! I parlamenti democraticamente eletti verranno disinnescati definitivamente, imponendo le riforme a maggioranze esterne, sostanziando il vincolo esterno antidemocratico definitivo!

(Il Quarto Capisaldo: Il Genocidio Dolce dell’Ideologia)

A questa spoliazione economica e geopolitica si unisce l’ultimo tassello: il genocidio dolce. Una guerra invisibile, anestetizzata, progressiva, che svuota le nostre culle e cancella l’identità del nostro popolo. Mentre la leva finanziaria ci impoverisce e ci toglie la sovranità sulle nostre vite, l’ortopedizzazione ideologica della narrazione dominante svuota di significato la famiglia naturale per imporci i dogmi della fluidità assoluta e del transgenderismo. Perché un individuo senza sesso, senza storia, senza famiglia e senza radici è un atomo isolato. E un atomo isolato è un consumatore perfetto, privo di beni di proprietà e incapace di opporre resistenza all’élite. Nel frattempo, per completare il disegno, importano in massa l’esercito industriale di riserva. Milioni di disperati sradicati da altri continenti, usati dai grandi agglomerati industriali per ricattare il neoproletariato italiano, abbassare i salari, azzerare i diritti e operare una progressiva sostituzione demografica e sociale.

(Conclusione e Call to Action)

Ma a questo destino di totale sottomissione, noi diciamo MENEFREGO!!!!! A quella finanza che non dorme mai, noi rispondiamo che il popolo italiano si è svegliato. Contro le élite apolidi e i liquidatori della patria, rompiamo il ghetto in cui ci avevano confinato e uniamo il neoproletariato in un’unica, grande e invalicabile barriera nazionale. Alla società dei tre niente e dell’espropriazione totale, noi opponiamo tre certezze granitiche: la certezza del DESTINO, la sacralità della Famiglia naturale, la difesa assoluta delle nostre Risorse, della nostra Terra e della nostra SOVRANITÀ. Sfondiamo l’ingessatura del sistema, liberiamoci dall’ortopedizzazione dei social, superiamo le vecchie divisioni orizzontali e riprendiamoci il futuro dal basso verso l’alto. Viva Futuro Nazionale, Viva l’Italia. IL FUTURO È VOSTRO!!!! IL FUTURO È NOSTRO!!!!

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2) L’Esegesi della “Destra Pura”

LA DESTRA PURA È… ASSIOMATICA.
(Scordatevi la riabilitazione. Non cerchiamo patenti di legittimità.)

La Destra Pura non è un’opzione tra le tante: è un’affermazione brutale. È l’Essere che si prende lo spazio senza chiedere scusa. È l’ordine che emerge dal rumore, la dignità che si fa forma. Guardiamo alle radici: Dexter, Dexios. Non sono coordinate su una mappa, sono attitudini al comando. È il talento del gesto che spacca il tempo, la mano benedetta dal mito. Mentre la sinistra annega nell’ansia e nel dubbio, la Destra Pura è Logos puro. È la Ratio che doma il tumulto. È la mano che impugna la penna o la lama per incidere la Storia. È una precedenza ontologica, un codice sacro: se il Cristo siede alla Destra, non è un caso, è il sigillo della Maiestas. Stare a Destra significa abitare il raggio del sole. È il posto del potere, dove l’autorità e la pace si fondono in un unico, fiero destino.

La Destra Pura è Rectitudo: la spina dorsale di chi non si piega. È il rifiuto viscerale del torbido e del relativo. È la chiarezza del dovere e della parola data. È il Cosmo che vince sul Caos, la struttura che batte il nulla. Il nostro bunker, l’ultima cellula di resistenza alla liquidità moderna, è il Cenacolo familiare. Non un contratto sociale, ma una fortezza dell’eterno. Qui la gerarchia dei valori diventa lo scudo contro il vuoto. In questo tempio, l’uomo è riflesso della Provvidenza: guida che non trema, mano che protegge. E accanto a lui, la Donna. Ma dimenticate la figura sbiadita del passato. Lei è Diana della Vittoria, esasperata nella sua potenza. Non è solo custode, è fiamma viva. Siede alla destra con una fierezza che acceca: è guerriera e sovrana, paritetica nel comando, anima d’acciaio di una tradizione che non diventa cenere, ma esplode nel domani.

Rappresentare la Destra Pura significa imporre la Forma sull’informe. Stabilità contro mutamento amorfo. Non interroghiamo il secolo: gli diamo ordini. Siamo l’armonia perfetta tra il Trascendente e la Physis. Schiena dritta, occhi puntati al sole. La Verità della natura non si marginalizza. La Destra Pura semplicemente È. E in questo suo esserci risiede l’unica salvezza per chi vuole chiamarsi ancora Umano.