Roberto Poerio

Signor Presidente, illustri coordinatori nazionali e regionali, gentili colleghi referenti dei vari comitati costituenti giunti oggi per questa importante Assemblea. Forse non tutti di voi sanno che proprio ieri, esattamente qui a Roma, si è svolta una manifestazione di sciopero delle rappresentanze sindacali delle polizie locali provenienti da varie parti di Italia, di cui io stesso mi onoro di farne parte da ben 27 anni. Periodicamente ritorna il malcontento di circa 60 mila agenti della polizia locale: si tratta di uomini e donne in divisa, distribuiti in modo capillare su oltre 8 mila comuni sparsi in tutta Italia che attendono il giusto riconoscimento per l’importante lavoro svolto a favore della collettività.

Dopo aver fatto questa premessa, voglio adesso spiegarvi perché ho scelto Futuro Nazionale. Ho scelto Futuro Nazionale perché è l’unico partito italiano che ha un occhio di riguardo verso le forze di polizia e le forze armate, che insieme costituiscono la miglior difesa della nostra democrazia. Ho scelto Futuro Nazionale perché per la prima volta, in 27 anni di onesta carriera nella pubblica amministrazione, mi sento rappresentato da un partito politico e da un movimento di uomini e donne che non si vergognano di pronunciare la parola “Patria”, “Sicurezza” e “Famiglia”. Ho scelto Futuro Nazionale perché mi ha ridato lo stesso entusiasmo di quando ero un giovane ventenne universitario iscritto nel FUAN (Fronte Universitario d’Azione Nazionale), e che avevo poi perso dopo la fine indecorosa di Alleanza Nazionale. Ho scelto Futuro Nazionale perché ho ascoltato i discorsi del Generale Vannacci, ho letto il suo libro e la sua biografia, e in questi ho trovato quella scintilla ispiratrice che mi ha ridato la speranza nel futuro dell’Italia. Ho scelto Futuro Nazionale perché ho letto bene il suo statuto, e l’importanza che viene data ai giovani dai 16 anni in su. Condivido moltissimo questa scelta perché ai giovani dobbiamo far capire che spetta anche a loro rimboccarsi le maniche, e che è nel loro esclusivo interesse diventare protagonisti della scena politica nazionale.

Signor Presidente, più volte Lei ha sostenuto che i sindaci dovrebbero svolgere un ruolo maggiore a favore della sicurezza dei centri urbani e delle periferie. Con estrema franchezza Le dico che i suoi migliori consulenti dovrebbero essere gli stessi operatori di Polizia Locale che conoscono bene il territorio in cui operano. In rappresentanza dei miei colleghi, vi dirò quale dovrebbe essere la via maestra da seguire:

  • Più collaborazione fra diversi corpi di polizia;
  • Condivisione e accesso diretto alle banche dati;
  • Equipaggiamenti e dotazioni moderne;
  • Strumenti di contenimento e di difesa, letali e non letali;
  • Centro radio unico e polivalente per tutti i comuni minori riuniti in consorzio;
  • Squadre speciali per fronteggiare situazioni di particolare complessità;
  • Più formazione e addestramento;
  • Risorse economiche adeguate;
  • Esclusività e infungibilità dell’incarico di comandante.

Con i sindaci di sinistra non ci potrà mai essere come obiettivo prioritario la sicurezza per i cittadini, ma solo degrado urbano e accoglienza indiscriminata per continua invasione di extracomunitari clandestini, spesso malintenzionati o semplicemente disadattati o disperati. Nella mentalità di sinistra infatti la cattiveria umana e l’inciviltà non esistono, perché sono sempre giustificabili con il disagio sociale e le diseguaglianze economiche. Un sindaco di un comune con una Polizia Locale debole e inefficiente non farà mai un buon lavoro a favore della sua collettività, e neppure è degno di considerazione se si dichiara contrario alla dotazione di armi o di strumenti di difesa per i soliti pregiudizi ideologici della sinistra, da sempre ostile verso chiunque indossa una divisa.

Signore e Signori, la Storia siamo noi: con il nostro coraggio o con la nostra vigliaccheria! Non possiamo più recitare il ruolo degli spettatori, mentre la terra dei nostri padri viene invasa e ridotta in miseria. Abbiamo risvegliato l’entusiasmo di un gran numero di italiani che avevano deciso di non votare più, e non possiamo deludere tutti coloro che ci vedono come l’ultima speranza! Questa occasione è irripetibile e non c’è più tempo da perdere!

Dr. Roberto Poerio
Referente del Comitato Costituente “Sestu 198”